Un capo in pelle nasce un po' come tutti gli altri, ma con qualche passaggio in più e meno margine per sbagliare: la pelle non si scuce e non si ricuce come un tessuto, ogni foro dell'ago resta. Per questo da noi ogni fase ha il suo tempo.
Si parte dal disegno o dal capo di riferimento. In ufficio CAD sviluppiamo il cartamodello tenendo conto di come si comporta la pelle: quanto cede, quanto è spessa, dove servono rinforzi. Un modello pensato per il tessuto quasi mai funziona così com'è in pelle.
Prima della produzione facciamo sempre un prototipo. È il momento in cui si controllano vestibilità, cuciture, fodere e accessori, e in cui il cliente tocca con mano il risultato. Le correzioni si fanno qui, sul cartamodello, non sul capo finito.
Le pelli si controllano una per una alla luce, per trovare difetti, cicatrici e differenze di colore. Poi si tagliano, spesso a mano, disponendo i pezzi in modo che le parti più visibili del capo vengano dalle zone più belle della pelle.
In confezione si usano aghi, filati e macchine adatti allo spessore. Molti passaggi sono a mano: incollare i bordi, battere le cuciture, rifinire gli orli. Sono operazioni lente, ma sono quelle che fanno la differenza tra un capo che dura anni e uno che si rovina dopo una stagione.
Ogni capo passa dal nostro controllo prima di partire: guardiamo le cuciture, il colore, la mano della pelle e la misura. Se qualcosa non va, torna indietro.
Se stai pensando a una collezione in pelle, raccontaci il progetto: ti diciamo come lo faremmo e cosa serve per partire.